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Il 16 aprile è stata firmata l’ordinanza con la quale il governo italiano ha selezionato l'app per tracciare i contagi da Covid19 ideata da Bending Spoons, ancora non sono note tutte le informazioni sul funzionamento della app se non che sarà ad iscrizione gratuita.

face detection 4791810 1920La riflessione su di una app che traccia e monitora il contagio in questo momento è adatta perché coinvolge non solo la sicurezza e la possibilità di evitare individui noti come positivi al Covid19 ma coinvolge anche una tematica che in questo momento potrebbe essere sottovalutata: la privacy. Mentre infatti alcuni di questi sistemi potrebbero offrire benefici per la salute pubblica, possono anche causare rischi significativi per la privacy, i diritti civili e le libertà civili.

È infatti fondamentale che uno strumento ben progettato possa garantire una protezione della nostra privacy poiché esistono ancora politiche rigorose per mitigare il superamento e l'abuso. Il fatto che sia possibile che una persona che risulta positiva deve acconsentire a qualsiasi condivisione di dati da parte dell'app e il tornare a scuola o a lavoro non potrà rendere imprescindibile l’adesione alla app, ciò la renderebbe dunque di fatto obbligatoria.

Come in ogni caso i dati non devono essere utilizzati per scopi diversi dalla salute pubblica, non per scopi pubblicitari e soprattutto per scopi punitivi o di contrasto. Quindi devono essere messe in atto compilazioni che richiedano solo lo stretto necessario dei nostri dati nulla di più e una volta terminatone l’utilizzo dovrebbero essere rimossi dai sistemi.

Questo delicato sistema di controllo e acquisizione dati dovrebbe inoltre garantire che un monitoraggio così stretto dell’individuo non persista una volta che l’emergenza Covid-19 sia rientrata. La proposta Apple / Google, ad esempio, offre un buon inizio se misurata con questi principi tecnologici. Anziché tenere traccia delle cronologie di posizioni sensibili, il protocollo Apple / Google mira a utilizzare la tecnologia Bluetooth per registrare la vicinanza di un telefono a un altro.

Quindi, se una persona risulta positiva, tali registri possono essere utilizzati per avvisare le persone che si trovavano nel raggio di portata Bluetooth e sottoporle a test, raccomandare l'autoisolamento o incoraggiare il trattamento se esiste.

In questo momento cruciale per la condivisione di dati sensibili la speranza è quella che non venga assolutamente sottovalutato il fatto di libertà personale e la sicurezza della propria privacy, solo nelle prossime settimane, con l’attuazione di queste nuove procedure avremo la risposta ai nostri dubbi.

Silvia S.
Autore: Silvia S.
Co-Founder | Web Content Creator
Silvia si occupa da diversi anni di creare contenuti per argomenti in campo di Cyber Security, Blockchain e Artificial Intelligence. È stata Event manager, Chief Editor e Podcast editor.
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